Nel 2026 la Tari sarà più leggera per milioni di famiglie: chi ottiene lo sconto e perché

Nel 2026 la Tari sarà più leggera per milioni di famiglie: chi ottiene lo sconto e perché

Serena Ippotilo

Dicembre 14, 2025

Ogni anno la bolletta della tassa sui rifiuti pesa sempre di più su molte famiglie italiane, soprattutto su quelle con redditi più bassi. Nel 2026, però, qualcosa cambierà per milioni di nuclei familiari grazie a un nuovo sconto pensato per ridurre l’impatto economico di questa spesa. Si tratta di un bonus Tari che si applicherà direttamente in fattura, senza necessità di presentare domande o seguire procedure complesse. Questa novità, che riguarda circa 4 milioni di famiglie, punta a semplificare l’accesso alle agevolazioni e garantire un aiuto concreto alle persone in difficoltà economica. Ma ecco come funziona davvero e chi può beneficiarne.

Come cambia la tassa rifiuti con il nuovo bonus e chi potrà ottenerlo

A partire dal primo gennaio 2026, la Tari subirà una riduzione significativa per chi ha un ISEE basso, con uno sconto fissato al 25% dell’importo dovuto. Questo intervento riguarda chi ha un indicatore ISEE inferiore a 9.530 euro; la soglia sale fino a 20.000 euro per le famiglie numerose, un dettaglio che molti sottovalutano nella fase di aggiornamento dei documenti. La particolarità sta nella modalità di erogazione: lo sconto sarà automatico e calcolato direttamente dalle amministrazioni comunali sulla base delle informazioni incrociate con quelle fornite dall’INPS. Infatti, non sarà necessario presentare nessuna domanda specifica, ma basterà aver aggiornato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’ISEE entro la fine del 2025.

Nel 2026 la Tari sarà più leggera per milioni di famiglie: chi ottiene lo sconto e perché
Nel 2026 la Tari sarà più leggera per milioni di famiglie: chi ottiene lo sconto e perché – casadeluxe.it

Il provvedimento è stato ufficializzato dalla delibera numero 355/2025 dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), che ha definito criteri precisi per l’applicazione del bonus. Questa misura si aggiunge agli aiuti già esistenti per luce, gas e acqua, andando a comporre un sistema integrato di sostegno per le utenze domestiche. Il pagamento della Tari resta comunque di competenza dei Comuni, che continueranno a stabilire le tariffe e le scadenze di pagamento locali, spesso articolate in due rate semestrali. Tra l’altro, il bonus agisce esclusivamente sulla somma finale da pagare, alleggerendo in modo concreto la spesa per le famiglie che, soprattutto nelle grandi città, lamentano costi elevati e crescenti.

Un aspetto che sfugge a chi vive in città è quanto le differenze territoriali incidano sulle tariffe Tari, con importi molto variabili tra Nord e Sud, un elemento che rende il supporto del bonus ancora più necessario in alcune aree.

Cos’è la Tari e come si calcola il costo per le famiglie italiane

La Tari copre i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani ed è obbligatoria per chi possiede o utilizza un immobile. Il valore da pagare dipende da vari fattori: il Comune di residenza, la dimensione dell’abitazione, il numero di persone nel nucleo familiare e le delibere comunali annue che stabiliscono la suddivisione tra quota fissa e variabile della tariffa. Nel 2023 una famiglia tipo ha speso in media circa 311 euro per la Tari, ma con differenze territoriali marcate. Al Nord la tassa tende a essere più bassa rispetto al Sud, dove le tariffe possono risultare più alte anche a causa di costi di gestione più elevati e servizi meno efficienti.

Un dato che emerge da studi recenti è la grande produzione nazionale di rifiuti urbani: nel 2023 ha superato i 29 milioni di tonnellate, con una raccolta differenziata che sfiora il 66%. Tuttavia, anche in questo campo esistono differenze significative tra regioni, cosa che influenza indirettamente le tariffe applicate e la qualità del servizio ricevuto dai cittadini.

Da un punto di vista normativo, il pagamento della tassa deve rispettare scadenze precise: una delle rate deve essere versata dopo il 30 novembre. Se l’immobile viene utilizzato solo per brevi periodi, la responsabilità del pagamento rimane al proprietario, un dettaglio che chi affitta o concede in uso sporadico spesso ignora.

Il bonus Tari previsto per il 2026 non cambia i parametri di calcolo o le soglie d’ingresso, ma si limita ad applicare uno sconto diretto sull’importo finale, andando così a incidere sull’effettivo carico economico che pesa sulle famiglie.

Perché questa novità è importante e come influisce sulle famiglie più vulnerabili

Il bonus Tari del 2026 arriva dopo anni in cui le spese legate alle utenze domestiche sono diventate sempre più pesanti, con aumenti significativi registrati su luce, gas e acqua. Anche la tassa rifiuti, spesso definita una “tassa silenziosa”, è tornata negli ultimi tempi a essere un tema centrale nel dibattito pubblico. Lo sconto del 25%, pur non risolvendo tutti i problemi, rappresenta un intervento concreto e mirato a sostenere chi deve far fronte a una spesa fissa che incide in modo sensibile sul bilancio familiare.

Un vantaggio importante della misura è la sua automatizzazione: chi ha regolarmente aggiornato il proprio ISEE nel 2025 non dovrà inoltrare richieste o moduli aggiuntivi. L’INPS, infatti, fornirà i dati ai Comuni, che potranno così applicare lo sconto direttamente sulla bolletta, velocizzando i tempi e riducendo l’onere burocratico per i cittadini. Questo è un passo avanti rispetto a precedenti agevolazioni simili, spesso poco accessibili proprio per la loro complessità d’accesso.

Una tendenza che molti italiani stanno già osservando è come questi aiuti mirati possano fare la differenza, soprattutto nei contesti urbani dove la pressione fiscale sugli immobili tende a essere più elevata. Lo sconto Tari 2026 si configura dunque come un elemento di sollievo che, anche parzialmente, contribuisce ad alleviare un peso cui molte famiglie faticano a far fronte nel quotidiano. E nei mesi futuri sarà interessante verificare l’impatto reale di questa novità sul bilancio delle famiglie italiane.

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