La nuova normativa sulle caldaie domestiche elimina i controlli in casa e modifica le procedure dal 2026

Serena Ippotilo

Dicembre 16, 2025

Nel panorama degli impianti di riscaldamento domestico sta per arrivare una rivoluzione. Come cambia il controllo delle caldaie? Secondo fonti autorevoli, si prevede un taglio netto ai controlli in loco per gli impianti di potenza inferiore a 70 kW, che rappresentano la stragrande maggioranza degli apparecchi usati nelle case italiane. Un cambiamento significativo per circa 20 milioni di generatori termici presenti nelle abitazioni, con l’obiettivo di sostituire l’attuale sistema di ispezioni periodiche fisiche con un controllo esclusivamente documentale. Un dettaglio che molti proprietari di caldaie non si aspettano, e che farà discutere tecnici e regolatori.

Il Ministero dell’Ambiente sta infatti lavorando a uno schema di Decreto del Presidente della Repubblica che impone una frequenza quadriennale per le verifiche di efficienza energetica, con una gestione dei dati e delle certificazioni da remoto da parte degli enti addetti alla vigilanza. Le singole regioni avranno la possibilità di aumentare la frequenza degli accertamenti solo in presenza di motivazioni tecnico-scientifiche solide, un aspetto che potrebbe creare un quadro di controllo non uniforme sul territorio nazionale. In Lombardia, ad esempio, dove oggi si verifica periodicamente il 5% degli impianti ogni anno, questa nuova impostazione rischia di modificare profondamente il monitoraggio, rallentando l’identificazione di problemi funzionali ed emissioni non conformi. Chi vive in città lo nota: la qualità dell’aria e la sicurezza domestica sono temi che si intrecciano con queste normative.

Il nuovo modello di controllo e le sue implicazioni pratiche

La svolta normativa mira a trasformare radicalmente il modo in cui si gestiscono le verifiche sugli impianti di riscaldamento. La fine delle ispezioni in situ significa che non ci sarà più l’intervento diretto di tecnici qualificati presso le abitazioni, ma che si farà affidamento esclusivamente a documenti e report inviati telematicamente. Questo sistema potrebbe semplificare le procedure burocratiche, ma al tempo stesso apre diversi interrogativi su come mantenere standard di sicurezza elevati e prevenire malfunzionamenti.

La nuova normativa sulle caldaie domestiche elimina i controlli in casa e modifica le procedure dal 2026
La nuova normativa sulle caldaie domestiche elimina i controlli in casa e modifica le procedure dal 2026 – casadeluxe.it

L’adozione di un controllo quadriennale, rispetto ai ritmi più serrati di alcune regioni, ridimensiona la frequenza delle verifiche, soprattutto per un settore condizionato da un elevato tasso di obsolescenza. Sono circa 7 milioni le caldaie con più di 15 anni di vita: un’età in cui aumentano i guasti e si accumulano inefficienze che possono comprometterne la sicurezza e l’efficienza energetica. La mancanza di controlli regolari può ritardare la scoperta di situazioni critiche come la produzione pericolosa di monossido di carbonio o perdite nel circuito del gas.

Un fenomeno che molti notano solo d’inverno, quando l’uso intensivo degli impianti mette alla prova la loro affidabilità. Inoltre, l’assenza di controlli fisici può ridurre la capacità di contenere le emissioni inquinanti, controcorrente rispetto agli obiettivi europei di decarbonizzazione e risparmio energetico. Le regioni con situazioni ambientali già fragili risultano particolarmente vulnerabili a questa minore frequenza di verifica. Nel frattempo, le associazioni di categoria e gli artigiani sollevano perplessità comportando un appello a riequilibrare le procedure per non compromettere sicurezza e prestazioni.

I rischi reali e le sfide per la gestione futura

Le statistiche sul rischio domestico collegato agli impianti a gas raccontano una storia complessa. Tra il 2019 e il 2023 si sono registrati oltre mille incidenti con più di cento decessi e quasi duemila feriti, un quadro che non si può ignorare nell’elaborazione di nuove norme di controllo. La riduzione dei controlli pratici potrebbe portare a un aumento dei casi di anomalie non rilevate, con conseguenze dirette sulla sicurezza delle abitazioni e sulla salute delle persone.

Il nuovo sistema comporterà inoltre un adeguamento tecnologico da parte degli enti regionali, che dovranno sviluppare piattaforme efficienti per la verifica documentale e selezionare con criteri precisi gli impianti a rischio da ispezionare fisicamente. È una sfida complessa che mette alla prova la capacità di equilibrare la semplificazione delle procedure e la garanzia di controllo rigoroso. Allo stesso tempo, diventa fondamentale assicurare la tracciabilità delle manutenzioni e la genuinità dei dati trasmessi da chi si occupa della manutenzione.

Un aspetto che sfugge a chi vive in città dove si percepisce maggiormente la necessità di intervenire su emissioni e sicurezza energetica. La riforma in arrivo, prevista per il 2026, porterà un cambio netto, ma sarà il modo in cui verrà applicata a determinare l’effettivo impatto sulla vita quotidiana degli italiani e sull’ambiente. Non rimane che osservare come si svilupperanno i protocolli e se riusciranno a contemperare obiettivi di efficienza, sicurezza e semplicità amministrativa.

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