Nel cuore delle grandi città europee, la mancanza di case a prezzi accessibili è un fenomeno che si sente davvero, e che non fa che crescere. Negli ultimi tempi è una vera emergenza, non più limitata a qualche nazione, ma un problema che chiede una risposta collettiva. La Commissione Europea, vista la situazione, ha avviato un piano innovativo: vuole dare una spinta al settore edilizio con investimenti mirati e politiche integrate. Così, cambiano le carte in tavola, perché finora a dettare legge erano soprattutto le scelte di ogni singolo Stato. Nel frattempo, chi progetta o costruisce – ecco il dettaglio non da poco – si trova a dover seguire nuove regole, spingendo verso soluzioni sempre più sostenibili e tecnologiche. Insomma, si guarda a un futuro che cerca di coniugare praticità, ambiente e innovazione: un mix per affrontare davvero la crisi abitativa attuale.
Il nuovo modello per costruire e ristrutturare
Per colmare il gap tra domanda e offerta, il piano europeo pone obiettivi ambiziosi: servono circa 650.000 nuove unità all’anno in più, partendo da una richiesta già alta, oltre 2 milioni di case ogni anno. Ma non è solo una questione di numeri: cambia anche il modo di costruire. Si punta a processi digitalizzati e prefabbricati, dove il passaporto digitale dei materiali diventa una chiave per la trasparenza e il risparmio ambientale. Tecnologie come la prefabbricazione modulare off-site o il BIM (Building Information Modeling) trasformano i cantieri, rendendoli spazi più simili a industrie – e non sono solo parole. C’è poi il Digital Building Logbook, un fascicolo elettronico che, entro il 2028, raccoglierà tutte le informazioni su un edificio, dalla sua nascita fino alla demolizione.

Un altro aspetto interessante riguarda la burocrazia, spesso un vero freno per costruire o ristrutturare. Nel 2027 arriverà un pacchetto di semplificazioni che, grazie al principio di silenzio-assenso, taglierà i tempi per ottenere autorizzazioni, in particolare quelle per l’edilizia sociale e accessibile. Ma non solo: si punta anche a recuperare e riutilizzare spazi già urbanizzati, così da limitare il consumo di suolo – un argomento caldo, specie nelle grandi città. Questa visione è supportata da un partenariato europeo che vorrebbe superare gli ostacoli locali e nazionali, guardando anche all’efficienza energetica. E qui entra in gioco il New European Bauhaus, progetto che promuove sostenibilità, accessibilità e design di qualità. Un approccio che – diciamo – ha più senso oggi che mai.
Oltre la crisi: investimenti e regole per un mercato più equo
Non basta costruire di più, se mancano soldi e il mercato non funziona bene. Ecco perché la Commissione Europea vuole muovere capitali pubblici e privati attraverso una nuova piattaforma paneuropea, che semplifichi l’accesso a fondi europei e regionali. Un cambio importante riguarda le norme sugli aiuti di Stato, che verranno riviste: così si potranno finanziare interventi per l’edilizia accessibile con meno vincoli, andando oltre i tradizionali strumenti dell’edilizia sociale. Un quadro normativo – attenzione – pensato per dare una spinta sia alla costruzione che alla riqualificazione, fondamentali per le famiglie che cercano un tetto.
Il mercato immobiliare, poi, ha anche altri fronti complicati: ci sono zone turistiche e urbane dove le cose si fanno difficili. Per questo verrà rafforzato il controllo sulle locazioni a breve termine: sarà obbligatoria la registrazione e lo scambio dati tra piattaforme e autorità, per arginare la speculazione. Si cercherà di favorire gli affitti a lungo termine, più stabili. E poi arriveranno riforme sul catasto e sulla fiscalità immobiliare. Infine, non si dimenticano le micro-imprese edili, spesso lente a innovarsi, e la mancanza di personale specializzato: su questo fronte sono previsti fondi corposi per la formazione, con un occhio di riguardo alle competenze digitali, alle energie rinnovabili e ai nuovi materiali. Un passo per preparare il settore alle sfide di domani.
Un cambiamento netto, destinato a modificare il modo in cui si pensa e realizza l’edilizia abitativa. Nelle grandi città europee, la pressione sulla domanda non si placa e si vede… E allora? Il cammino è appena iniziato.
